UNGHERIA. 1956-2016

“…. Scrivo questo anche per prendere le distanze dalla tesi che attribuisce la causa più importante dei “fatti” qui esaminati alla proclamazione della destalinizzazione e alla lotta tra “stalinisti” e “antistalinisti”, tra “falchi” e “colombe”, tra “conservatori” e “riformisti”, tra “socialismo autoritario” e “socialismo libertario”, e via di seguito. Personalmente chiamo in causa due concetti chiave: quello, già citato, di processo sociale capitalistico e quello, evocato nelle pagine precedenti e intimamente correlato al primo, di lotta di classe….”

Sebastiano Isaia

budapest_6Un tentativo di interpretazione

Scoppiata la sommossa a Budapest, noi
non potevamo che augurarci apertamente
che fosse schiacciata (Palmiro Togliatti).

Scrive Francesco Perfetti ricordando i sanguinosi (si parla di oltre 25mila morti, in gran parte lavoratori) “fatti ungheresi” vecchi ormai di sessant’anni: «La rivolta di Budapest del 1956 fu la prima grande crepa nel muro eretto a difesa dell’impero costruito, passo dopo passo, attraverso l’instaurazione delle democrazie popolari, dal comunismo. Quei dodici giorni che sconvolsero le sorti dell’Ungheria e che commossero il mondo occidentale furono l’evento che, come avrebbe poi detto Richard Nixon, segnò “l’inizio della fine dell’impero sovietico”. La sanguinosa repressione sovietica dell’eroica sollevazione ungherese ebbe effetti disastrosi per l’immagine dell’Urss. Il filosofo marxista Jean-Paul Sartre dovette ammettere che, dopo i massacri di Budapest, “mai in Occidente i comunisti si erano trovati così isolati” dopo un periodo che aveva visto i russi “in vantaggio quasi in ogni campo” al…

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https://vimeo.com/142089871

Un anno fa ad Ankara avveniva un sanguinoso attacco lasciava sul terreno centotré morti. I caduti stavano partecipando ad una manifestazione antigovernativa a cui erano presenti sindacati, partiti della sinistra turca e kurda, i nostri compagni della DAF e organizzazioni anarcosindacaliste. Poco dopo le esplosioni la polizia turca lanciava lacrimogeni sui soccorritori e bloccava le ambulanze, dimostrando con il suo comportamento di chi fosse la responsabilità oggettiva del massacro.

nel sito VIMEO il filmato del massacro