Patrick Geddes (1854-1932)

qui precede e continua:

https://www.academia.edu/2068383/Patrick_Geddes_1854-1932_

“….Questi bambini amanti della natura sono già dei naturalisti, hanno bisogno solo di un piccolo aiuto per diventare non meno legittimamente dei geografi.

Dapprima naturalisti, non geografi. La loro naturale concentrazione sulla bellezza e l’interesse per gli immediati dintorni, che li chiama ora a sinistra e ora a destra, ora avanti e ora di nuovo indietro, oscura per prima cosa il senso della direzione, poi il tempo. Ancora stanno vivendo completamente nel qui e ora, e così il processo educativo va avanti in questa libertà apparentemente disorganizzata e irresponsabile.

Cos’altro il naturalista o il geografo può volere oltre all’abitudine di osservare e pensare da sé e al meglio, senza librio aiuti, in presenza di fatti, e all’aria aperta? Il nostro ideale di preparazione risulta così simile a quello del musicista capace, nel mezzo di un fiume di impressioni, di concentrare e isolare qualsiasi sequenza e relazione, sempre senza perdere il contatto con l’insieme.

La natura è dunque l’ultimo insegnante ed esaminatore, oltre che oggetto di esame.

Non è in primo luogo per questa mancanza di contatto con la realtà, con questa attitudine a pensare all’aria aperta, che il nostro insegnamento delle scienze naturali e la nostra istruzione geografica sanno ancora troppo spesso di lavoro a tavolino e hanno ancora

questa influenza insufficiente sull’educazione e sulla vita, per non parlare del carattere e dell’utilità?…”

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Nasce l’Impero: l’Etiopia italiana

La campagna d’Etiopia, nota per essere l’iniziativa estera più famosa degli anni del consenso del Fascismo e che consacrò Mussolini a Duce dell’Impero, segnò un momento importante, se non di svolta, per la storia del colonialismo italiano. Iniziata nel 1935, le sue motivazioni traevano origine dagli eventi di un quarantennio prima e, soprattutto, dallo spirito di rivincita nei confronti della disastrosa sconfitta di Adua del 1896 e del conseguente trattato di pace che garantiva all’Etiopia l’indipendenza. ….

Ascari e Schiavoni

di Alessio Conte.

La campagna d’Etiopia, nota per essere l’iniziativa estera più famosa degli anni del consenso del Fascismo e che consacrò Mussolini a Duce dell’Impero, segnò un momento importante, se non di svolta, per la storia del colonialismo italiano. Iniziata nel 1935, le sue motivazioni traevano origine dagli eventi di un quarantennio primae, soprattutto, dallo spirito di rivincita nei confronti della disastrosa sconfitta di Adua del 1896 e del conseguente trattato di pace che garantiva all’Etiopia l’indipendenza.

Casus belli formale che diede a Mussolini la possibilità di intervenire fu un incidente di confine, presso il villaggio di Ual-Ual, una località tra la Somalia Italiana e l’Etiopia rivendicata sia dagli italiani che dagli etiopi e che era già da qualche tempo motivo di tensioni tra i due paesi. Il conseguente scontro che si verificò tra le truppe coloniali italiane e quelle abissine il 5 dicembre 1934

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Come si fa a spiegare la “truffa” del biodiversity offsetting?

Ovvero il complicato quanto assurdo concetto di voler “compensare” la distruzione di un pezzo di territorio “ricreandolo” o “preservandolo” altrove, casomai a centinaia di chilometri di distanza. Bastano pochi minuti di un cartone animato per “svelare l’arcano” e gettare luce su questo meccanismo frutto di un mondo che ormai fa della mercificazione e della finanziarizzazione il suo credo assoluto.

 

17/12 GAC time

Gina Pritti Tutti al Lago

 

POSTCARD BOOK numbered edition
17/12 GAC TIME
GINA PRITTI TUTTI AL LAGO
2015

17.12 GAC time cover       OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Il giorno 12 settembre 2014 siamo arrivati a Brescia dove erano in pieno svolgimento i festeggiamenti per il centenario cavelliniano. L’orologio della torre della rivoluzione, nella piacentinica piazza tristemente fascista, segnava le 17.12. Sotto l’orologio campeggiava, in tutta la sua sobrietà, l’adesivo del centenario. Dato che il pomeriggio era propizio, e il sole in ottime condizioni, abbiamo immortalato l’immagine della torre, in previsione di una futura manipolazione creativa. Gli stimoli sono giunti pressoché immediati. Tra scambi di materiali, gadgets e squisite cortesie, le grandi manovre sono decollate fino a definirsi nella forma briosa e disinvolta di questa serie di omaggi.

17.12 GAC time è un omaggio nell’omaggio, ovvero, la trasformazione e la sintesi di quello che noi abbiamo percepito, goduto, sperimentato nella vivace interazione tra GAC e coloro che, secondo modalità amabilmente…

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