JIVYA SOMA MASHE,UN PICCOLO GRANDE UOMO

Marzo 2018

Il grande artista Jivya Soma Mashe, pioniere del movimento artistico

Warli non è più tra noi.

Insignito dal Governo Indiano della grande onorificenza “Padma Shri awardee”, ha ricevuto funerali di Stato ma pochi sono i giornali hanno riportato la notizia della sua morte.

Tutti coloro che come me hanno avuto la fortuna di intrecciare le loro vite con la sua, sicuramente vivono questa perdita come il resto della sua famiglia

Il mio amore per la pittura warli risale a circa una ventina di anni fa.

Avevo acquistato un libro che descriveva la loro arte e le immagini contenute mi avevano colpita molto.

Così successivamente decisi di visitare uno dei villaggi menzionati nel libro.

Era agosto, i sentieri erano fangosi e difficili da percorrere dopo il monsone, ma ero determinata a raggiungere l’abitazione del leggendario Jivya Soma Mashe, il primo artista warli uscito dai confini della pratica rituale e per la prima volta interpretata da un uomo.

Jivya, per la sua arte piena di passione, sacralità e originalità, oltre ad essere rispettato e tenuto in gran conto in seno alla propria comunità, è stato il primo della sua tribù ad aver ottenuto molti riconoscimenti, sia a livello nazionale che internazionale.

L’universo rappresentato nei suoi dipinti è un mondo incantato, costruito con una miriade di segni.

Le reti dei suoi pescatori sono così fitte e minuziose da sembrare ricami preziosi.

Nel 2004 al PAC di Milano ci fu una grande mostra che affiancava dipinti di Jivya a quelli di Richard Long, grande esponente della land art.

Visitai la mostra sperando anche di poterlo rincontrare, ma Jivya dopo l’inaugurazione era voluto tornare subito alla pace del suo villaggio

per vivere in maniera semplice secondo il suo precetto simple living, high thinking’. E così ha fatto sino all’ultimo.

A marzo di quest’anno ho sentito il desiderio di tornare nel suo villaggio,

il tempo era passato per tutti noi, Jivya, aveva ormai 84 anni e non lavorava più; purtroppo un mese prima della mia visita era caduto e si era rotto le anche. Non era più operabile, ma la testa funziona va ancora benissimo,

tanto da riconoscermi e gioire del nostro incontro.

Penso che l’autenticità di un dipinto warli possa e debbaessere valutata

oltre che dallo stile e dal contenuto dall’ineffabile legame con la vita.

Una vita artistica, quella di Jivya, che continua a vivere attraverso le abili mani

di figli, nipoti fino ai giovanissimi pronipoti, tutti pittori appassionati come lui.

È sempre una gioia poter parlare e far conoscere questo universo e così quest’anno ho accettato l’invito dellaProf. Cinzia Pieruccini, Università degli Studi di Milano, a tenere una lezione sull’argomento: per una strana e dolorosa coincidenza si è tenuta proprio il 15 maggio 2018, giorno della morte di Jivya.

Mi piace pensare che sia stato il mio piccolo saluto a un grande artista e amico.

Roberta Ceolin

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...